Recensioni
Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Direttamente da Dark Horse Comics, dalla potenza immaginifica di Gerard Way e dai grandiosi disegni di Gabriel Bà, arriva la nuovissima serie targata Netflix. The Umbrella Academy nasce come serie a fumetti nel 2007 registrando subito un grande e frastornante boom che prosegue ancora oggi.

Di cosa stiamo parlando?

Nello stesso giorno del 1989 vengono alla luce contemporaneamente ben 43 bambini, nati in luoghi diversi del globo da donne che fino a qualche ora prima nemmeno sapevano di essere incinte. Solo alcuni di loro verranno adottati dal grande professor Reginald Hargreeves, miliardario di indiscussa fama mondiale. La nostra storia inizia con questi personaggi particolari e complessi riuniti per un triste evento e minacciati da un’imminente apocalisse globale.

Partiamo con l’analisi dei personaggi, numerosi e complessi. Ogni volto ha una storia ed un passato che, prima o poi, verrà esaustivamente raccontato.

The Umbrella Academy è una grande macchina satura di ingranaggi che, udite udite, funziona senza troppi problemi. I volti di punta sono indispensabili a vicenda, non solo per la trama, ma anche per la goduria dello spettatore. Gli appassionati degli albi di Gerard Way noteranno immediatamente l’estetica dei protagonisti. Così diversi dall’opera originale, farebbero storcere il naso ad un primo sguardo. Eppure questo aspetto umano e semplificato riesce a trovare un equilibrio grazie ai volti che Netflix ha saputo assoldare.

n ordine, da sinistra verso destra, Luther Hargreeves (Tom Hopper), Number Five (Aidan Gallagher), Vanya Hargreeves (Ellen Page), Klaus Hargreeves (Robert Sheehan), Allison Hargreeves (Emmy Raver-Lampman) e, per finire la foto di famiglia, Diego Hargreeves (David Castañeda ).

In ogni caso, abbiamo trovato davvero interessanti alcune interpretazioni. Una menzione speciale va fatta al giovanissimo Number Five, un ragazzino appena tredicenne che, con grande pragmatismo e nervi d’acciaio, ci lascia letteralmente a bocca aperta e conduce da cavaliere la serie. Non fatevi ingannare dal dolce viso d’angelo, capirete ben presto il perché. Inevitabile un plauso per il ritorno sulle scene di Robert Sheehan (Klaus). Era dai tempi di Misfits e dalla fine del suo Nathan che aspettavamo di rivederlo sotto le pazze spoglie di un personaggio particolare e promettente. Un altro volto noto è quello di Ellen Page (Vanya), che ancora una volta troviamo sugli schermi di Netflix. Di grande impatto la sua presenza ma, purtroppo, ci appare ancora una volta come l’eterna giovane ragazzina. Il ruolo le si addice ma tutto ci fa sempre andare dritti al pensiero “Beh, ma è sempre Ellen Page”.

Assolutamente degno di nota il duo Hazel-Cha Cha (Cameron Britton e Mary J. Blige), la coppia di villain sicuramente più azzeccata e divertente. Vi è mai capitato di odiare talmente un personaggio da non desiderare altro che la sua dipartita? Cambiate pagina, non è questo il caso.
Solitamente la parte dell’antagonista è quella più complicata da costruire ma anche quella più divertente da interpretare. Durante i 10 episodi che compongono la serie, vi potrebbe capitare addirittura di preferire gli antagonisti ai personaggi principali. Ma non preoccupatevi, non è un brutto segno. Si tratta semplicemente di apprezzare ogni singolo ingranaggio di questo enorme puzzle. L’impronta artistica di Gerard Way, ex cantante del gruppo My Chemical Romance, si sente tutta ed arriva come un uragano. Ci sono chiari riferimenti al gusto personale dell’artista, che ritroviamo nei travestimenti dei bambini prodigio e nei nemici che incontrerete durante il corso della serie. Ci sembra di essere tornati al 2010 con l’uscita del video Na Na Na, dove potrete chiaramente vedere il gusto di Umbrella Academy in ogni costume di scena.

Hazel e Cha Cha a rapporto

Andiamo sul reparto tecnico. Il meglio lo abbiamo dalle ambietazioni, sempre a metà tra lo steampunk e gli anni ’50. Gli episodi sono un continuo oscillare tra passato e futuro, tra il vecchio ed il nuovo. In un momento ci troviamo nell’era moderna, quello dopo vi potrebbe capitare di entrare dentro una caffetteria dal gusto retrò di Happy Days, oppure di immergervi in un’architettura dal gusto finemente ottocentesco. Lo studio del dettaglio per le scenografie è accurato tanto quanto l’accuratezza per il montaggio. Uno degli aspetti positivi, ma anche negativi, di Umbrella Academy è sicuramente la trama articolata che viene colata in un vaso e riempita fino all’orlo. Sicuramente non vi annoierete durante i 10 episodi, ma vi potrebbe capitare di perdere facilmente il filo. I dettagli sono tanti da tenere a mente. Una fitta trama fa bene allo spettatore e lo invoglia alla visione, ma in questo particolare caso ci sono sia aspetti positivi che negativi.

Positivi perché gli episodi non smettono mai di stupirci, uno tira l’altro come un pacco di patatine. Negativi perché troppe sono le cose da ricordare, viaggiare nel tempo non è sempre un toccasana per la memoria.
I 10 episodi sembrano pochi, ma alla fine della fiera vi sembreranno passati dieci anni. Non per la noia, sia chiaro, ma entrerete nella realtà di questa straordinaria famiglia tanto da sentirvene quasi parte. Di una cosa però siamo certi: questa serie va vista e goduta fino in fondo.

The Umbrella Academy sarà disponibile su Netflix a partire dal 15 Febbraio 2019. Tenetevi stretti un calendario ed un orologio, vi serviranno!

The Umbrella Academy

7.4

Sceneggiatura

7.0/10

Fotografia

9.0/10

Sonoro

5.5/10

Personaggi

8.0/10

Pros

  • Buona caratterizzazione dei personaggi
  • Assenza di buchi narrativi
  • Ambientazioni curati nel dettaglio
  • Scene e montaggio accattivanti

Cons

  • Soundtrack debole
  • Trama eccessivamente satura di elementi

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