Le terrificanti avventure di Sabrina, la Recensione – NO SPOILER

Recensioni
Marta Consalvi

La nuova serie originale Netflix “Le terrificanti avventure di Sabrina” è un piccolo salto indietro nel tempo per tutti coloro che negli anni ’90 hanno passato pomeriggi interi a guardare la Sitcom “Sabrina vita da strega”. A cambiare sono però gli ingredienti che, la famosissima piattaforma di streaming, ha deciso di mescolare in questo nuovo show dai toni horror.

Sabrina 2018 vs Sabrina 1996

Per prima cosa va chiarito che “Le terrificanti avventure di Sabrina” non è assolutamente un reboot di “Sabrina, vita da strega”. Nonostante entrambe prendano ispirazione dallo stesso personaggio tratto dai fumetti della Archie Comics, la nuova versione in uscita il 26 ottobre è tratta da una serie di fumetti uscita nel 2014  creata da Roberto Aguirre-Sacasa.
Il nuovo show di Netflix ha quindi toni molto più spaventosi della sua precedenti versioni. I dolci incantesimi diventano così riti satanici pronunciati in latino, nessuno vola a cavallo di un aspirapolvere, non c’è nessun gatto parlante. Infine buffi equivoci causati dalla doppia natura della protagonista si trasformano spesso in risvolti tragici. Nonostante tutto ciò alcune dinamiche rimangono le stesse, Sabrina Spellman ha sedici anni, ha un ragazzo di nome Harvey, e vive insieme alle zie Hilda e Zelda. La più grande somiglianza si trova proprio nel rapporto che hanno le due tutrici della giovane strega. Il loro legame è un mix di odio e amore, con risvolti più tetri della precedente versione.

Sabrina e il desiderio di libertà

La piccola Spellman vive una doppia realtà: quella da strega con le sue zie e Ambrose contornata da poteri e la possibilità di una vita quasi eterna, e quella da umana con le sue migliori amiche e il suo ragazzo, Harvey, di cui è follemente innamorata.
L’ardua scelta tra il potere puro e la libertà porterà la giovane Sabrina  a scontrarsi più volte contro Satana, il vero e proprio patriarca del mondo delle streghe.

Le terrificanti avventure di Sabrina” racconta anche questo: una continua lotta e ribellione contro un’imposizione, un’idea, un modo di fare che non può calzare a tutti. La Chiesa della Notte (così viene chiamato il “lato oscuro”) viene inizialmente rappresentata come l’unica via percorribile da una strega. Sabrina dimostrerà che non è così.

Gli Spellman

I veri protagonisti di questa nuova serie Netflix sono proprio i componenti di questa strana famiglia di streghe e stregoni. Tra tutti spiccano Hilda (Lucy Davis) e Zelda (Miranda Otto) con le loro differenze evidenti sin dal primo episodio. La prima risulta più permissiva e amorevole, mentre la seconda più severa e assolutamente più devota a Satana e alla Chiesa della Notte. Le loro differenze, evidentissime nei primi tre episodi, si appianeranno dal quinto episodio in poi in cui, a causa di una disavventura verrà mostrato il lato umano di Zelda e il suo amore per la sorella.
Un altro personaggio di elevata importanza è Ambrose (Chance Perdomo), il cugino di sabrina, un po’ voce della coscienza e un po’ complice, mantiene una sorta di equilibrio in casa Spellman, dove da 75 anni è agli arresti domiciliari. Inoltre fa un po’ da voce al fidato gatto Salem che, nonostante in questa nuova versione non sia dotato di parola, è sempre al fianco della sua padrona per aiutarla nei momenti di difficiltà.

Tra tutti però spicca la carismatica Sabrina interpretata da un’ottima Kiernan Shipka che, nonostante il viso innocente, nasconde una tenacia e una forza che la rendono differente da qualsiasi altro personaggio presente nella storia. In un certo senso riesce ad eclissare tutti ma senza farsi odiare. È infatti una protagonista equilibrata in ogni sua parte che mostra sia forza che debolezza. La giovane strega è inoltre una femminista convinta in continua lotta contro un mondo (sia quello umano che quello magico) che taglia la strada alle donne favorendo gli uomini.

Top o Flop?

Le terrificanti avventure di Sabrina” non è una serie perfetta ma, infondo, quale serie lo è veramente?
La storia ci mette un po’ ad ingranare. Dopo due puntate introduttive la trama comincia ad acquisire significato e a stimolare la curiosità. Alcune vicende secondarie sono trattate in maniera superficiale o sbrigativa (come quella di Roz e Susie). Anche l’Accademia delle Arti oscure ha un ruolo molto marginale che la rende quasi totalmente inutile. Per il resto i colori e le ambientazioni sono ottimi, rendono il tutto terrificante ma non troppo, spettrale ma non troppo. Greendale sembra essere uscita dagli anni sessanta, un gioiellino confezionato a dovere che fa capire anche gli usi e costumi americani dell’epoca. Nel complesso è una serie che colpisce, riporta all’infanzia aggiungendo un tocco horror in più che gli dona decisamente. È la classica serie da guardarsi ad Halloween in compagnia degli amici e di tanti dolcetti.

Le terrificanti avventure di Sabrina

8

Sceneggiatura

8.0/10

Regia

8.0/10

Colonna sonora

8.0/10

Caratterizzazione

8.0/10

Cast

8.0/10

Pros

  • Decisamente differente dalla serie classica

Cons

  • Introduzione troppo lenta

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