Elite, la Recensione – NO SPOILER

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Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Dopo il grande succeso de La Casa di Carta, Zeta Production e Netflix sono pronte ad offrirci un nuovo caldo piatto spagnolo dal nome Elite, e noi siamo pronti per parlarvene.

Iniziamo con una breve introduzione. Elite si muove attorno al misterioso omicidio di un componente della scolaresca di Les Encinas, un’elegante e pregiata scuola traboccante di giovani facoltosi ed affascinanti il cui equilibrio viene sconvolto dall’arrivo di tre studenti appartenenti alla classe operaia. L’arrivo di questi personaggi, Samuel, Nadia e Christian, saranno il fulco attorno a cui si muoverà l’intera trama. Inizialmente l’ambiente che possiamo sentire è quello pieno di clichè sulle differenze tra ricchi e meno agiati, i classici stereotipi che ritroviamo frequentemente nella serie con base college, soprattutto quelle americane. Nonostante appaia come uno dei tanti show che centrano le “problematiche” che colpiscono i ragazzi nella loro età giovanile, Elite ha anche molto da offrire, come per esempio l’inspessimento graduale della trama che ogni puntata mostra verso la fine.  Molti sono i temi che verranno trattati, alcuni anche abbastanza “seri” su cui ci si sarebbe potuto soffermare di più, ma si finisce sempre per girare attorno alla sessualità di ogni singolo individuo.

Ciò che rende Elite una serie che funziona, per così dire, è la presenza di quei pochi attori che risanano il mood tremendamente infantile e snob che si crea nell’arco degli 8 episodi. Gli attori in questione sono tre, e tutti dai volti già noti nella pluripremiata ed apprezzata dal pubblico La Casa di Carta, Jaime Lorente (Nano), Miguel Herrán (Christian) e María Pedraza (Marina), rispettivamente Denver, Rio e Alison Parker. Questi tre ragazzi hanno forse il grande pregio di non essere stati solo dei personaggi e basta, ma degli attori a 360°. Abbiamo trovato le loro recitazioni molto complete ed apprezzabili, tant’è che quasi sfiguravano all’interno di questo titolo dal gusto così infantile. Per quanto riguarda gli altri attori, sicuramente capaci nella recitazione, ma a molti manca quel brio che ha contraddistinto i tre migliori nelle loro performance.
Elite ha attirato molto la nostra attenzione dal primo teaser trailer uscito poco più di un mese fa. Ebbene, dalle immagini del trailer possiamo dedurre l’ambiente ed un minimo la tipologia dei personaggi (per quanto poco complessi siano, in realtà) ma a carte scoperte la trama sarebbe potuta diventare molto più interessante se fossero state fatte scelte diverse. Parliamo sia di scelte stilistiche (tagli, ambientazioni) che di scelte legate alla trama (sceneggiatura, svolgimento). Abbiamo un consiglio da dare ai direttori della fotografia: non sempre le riprese col drone fanno bella figura sullo schermo. Ma questa è questione di gusto, qualcuno forse dissentirà. Per parlare appunto di fotografia, nulla da ridire, lo stile spagnolo si sente eccome ma non dispiace affatto.

Elite ha tutte le carte in regola per essere una serie interessante, peccato che molto scelte hanno fatto sviare di molto questa possibilità. Partendo dal presupposto che l’incipit rimanga comunque apprezzabile, è il finale di stagione che lascia l’amaro in bocca: di poco spessore (ed è dir poco). La trama ha dei buoni punti di forza, ma sono molto pochi. Uno dei pochi è sicuramente quell’essere un “thriller per giovani” che all’inizio parte lento ma con l’avanzare delle puntate si fa più interessante, però rimane troppo poco spesso per interessare un pubblico un po’ più maturo. Un altro punto di forza è il numero e la durata delle puntate, un piccolo numero che si aggira dai 40 ai 50 minuti a puntata, che forse sono anche troppo. Questi buoni “capisaldi” (se proprio dobbiamo chiamarli così) vengono totalmente spazzati via dalla scelta stilista tipica delle telenovelas spagnole, perché alla fine Elite non è altro che un Il Segreto più attuale e scolaresco. Parliamo di tagli di scena totalmente fuori luogo e dell’ostentare a mostrare questi giovani ragazzi dell’alta società come se fossero liberi e padroni di loro stessi, per essere solamente degli studenti sedicenni. Ovviamente ci riferiamo anche all’esagerazione di mostrare la sessualità di questi personaggi, le cui giovanissime età (nella fantasia della trama) dovrebbero essere rappresentate con un po’ più di modestia. Parliamo comunque di teenager poco più che sedicenni. Interessante però come questi giovani volti vengano a contatto con temi che spaziano dall’omosessualità  alla malavita, dalle malattie al disagio mentale.

 

Non è un segreto che nelle fasce sociali più agiate (molto agiate) lo stile di vita venga totalmente sconvolto dall’apparenza esteriore delle famiglie, dal divertimento sfrenato e dal dispendio ( ma non facciamo di tutta l’erba un fascio) ma è anche comune sapere che quelli che di dispendi di denaro non se li possono permettere, sia comune detestare lo stile di vita esagerato delle persone benestanti. In Elite questa differenza si sente molto, ed è giusto così. C’è un odio profondo tra due classi sociali totalmente agli estremi che riusciranno ad incontrarsi in qualche modo ed in maniere totalmente differenti, ed è apprezzabile vedere come i ragazzi di queste due “fazioni” facciano di tutto per nascondere i loro disagi personali, proprio come farebbe un adolescente che si nasconde dietro ad una maschera. In Elite ne vedrete molte, di maschere, fatte di bugie e falsi sentimenti che mettono a disagio, ma va bene così.

Un elemento interessante, se ci riflettiamo su, perché questo è stato un punto molto ben rappresentato in quanto racchiude molte verità. Apprezzabile il modo in cui i personaggi riescono a fondersi tra di loro, a volte esageratamente. Insomma, Elite non è stata la scoperta dell’anno, e forse ci saremmo aspettati una serie un po’ più scoppiettante ed infuocata. Magari ci siamo fatti ingannare dalle prime immagini, o dalle precedenti stagioni de La Casa di Carta che ci hanno letteralmente lasciato a bocca aperta, ma per questa volta la Spagna non ci ha offerto un prodotto apprezzabile al 100%, purtroppo arriviamo attorno al 50%.
Vi invitiamo comunque a guardarvi questa serie, perché molto probabilmente potrebbe andare incontro ai gusti di alcuni lettori amanti del genere “serie da scuola”.

5.8

Regia

6.0/10

Sceneggiatura

5.5/10

Cast

6.5/10

Fotografia

7.0/10

Colonna sonora

4.0/10

Pros

  • Buona fotografia
  • Location interessanti
  • Giovani attori promettenti

Cons

  • Trama troppo infantile
  • Tagli cinematografici totalmente inutili

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