Il Ciclo della Fondazione di Asimov diventerà una serie TV per Skydance Television

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Giorgio Paolo Campi
Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Proprio così: la compagnia americana Skydance Television tenterà la trasposizione sul piccolo schermo del Ciclo della Fondazione del celeberrimo autore di romanzi fantascientifici Isaac Asimov.

In particolare, l’interesse sarà focalizzato sulla prima trilogia di romanzi: Fondazione (1951), Fondazione e Impero (1952), e Seconda Fondazione (1953), pubblicati in Italia tra il 1963 e il 1964. La saga valse ad Asimov il Premio Hugo come miglior ciclo fantascientifico nel 1966. Già tra il 1942 e il 1950 però, Asimov aveva pubblicato sulla rivista Astounding Stories otto storie brevi, che traevano ispirazione dal saggio storico Declino e caduta dell’Impero Romano dello storico inglese Edward Gibbon (XVIII sec.).

A dedicarsi a questo ambizioso progetto per Skydance Television saranno due veterani dell’industria televisiva e cinematografica: David S. Goyer (autore de Il Corvo 2, la saga bi Blade, la trilogia del Cavaliere oscuro di Nolan, Ghost Rider , L’Uomo d’acciaio e molto altro) e Josh Friedman, già impegnato in grandi produzioni cinematografiche di fantascienza, come Terminator: The Sarah Connor Chronicles, La guerra dei mondi ed ora alle prese anche con la sceneggiatura di Avatar 2, in pre-produzione e previsto per il 2020.

In passato ci sono stati già altri tentativi di trasposizione dell’opera di Asimov, sul grande e sul piccolo schermo. Nel 1998 New Line Cinema aveva dato avvio ad un progetto in questo senso, senza successo. Dopo il fallimento, fu presa la decisione di produrre invece la trilogia de Il Signore degli Anelli. Altri fallimenti si sono rivelati quelli di Unique Pictures/Warner Bros. del 2008 e quello di Roland Emmerich (Independence Day, The Day After Tomorrow) per Columbia Pictures nel 2009. Nel 2014 i diritti sull’opera vennero acquistati da HBO, che scritturò Jonathan Nolan (Il cavaliere oscuro, Interstellar, Westworld) per una trasposizione televisiva, ma anche questo tentativo non andò in porto.

In un settore dell’universo dominato dall’Impero Galattico (che comprende anche la nostra Via Lattea), Hari Seldon, sfruttando le sue conoscenze, raccoglie molte funzioni matematiche fondando una nuova disciplina, definita “psicostoriografia” (o “psicostoria”), che gli permette di prevedere il futuro e l’imminente fine, dopo cinquecento anni da quel momento, dell’Impero. Dopo il collasso, ben 30.000 anni di caos e anarchia si sarebbero susseguiti prima che un nuovo ordinamento potessere essere stabilito, con conseguenze devastanti per tutta la galassia. Seldon perciò riunisce sul remoto pianeta Terminus un gruppo di scienziati e sapienti, con il compito di comporre un’ Enciclopedia Galattica per conservare il sapere per le generazioni future. Questo gruppo di scienziati, attraversando vari periodi di crisi (le Crisi Seldon, previste mediante la psicostoria) diverrà un nucleo di potere, la Fondazione, in grado di contrastare l’Impero Galattico.

Inutile sottolineare l’evidente influsso e le suggestioni esercitate su molte opere di fantascienza successive, sia letterarie che cinematografiche. In particolare, emergono visibilmente le somiglianze con l’universo di Star Wars, dall’idea di Impero Galattico, fino a quella di Jedi come gruppo di tutori dell’ordine e detentori di una conoscenza non accessibile a tutti.

Questo non è il primo caso di recupero e adattamento di un’opera fantascientifica datata quest’anno: il regista francese Luc Besson si è dedicato al dispendiosissimo Valerian e la città dei mille pianeti, con Dane DeHaan e Cara Delevingne, tratto dal fumetto francese Valérian et Laureline, scritto da Pierre Christin e disegnato da Jean-Claude Mézières, pubblicato per la prima volta sulla rivista Pilote nel 1967. Il film verrà distribuito nelle sale italiane dal 21 settembre 2017. Potete trovare il trailer qui.

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