Atypical Stagione 2, la Recensione – NO SPOILER

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Martina Cofano
Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Appassionata di Fotografia e novella Scenografa, divoratrice professionista di Serie TV. Conservare in un luogo fresco a con connessione WI-FI.

Samuel Gardner è un neo diciottenne americano come tanti, a cui è stata diagnosticata la Sindrome di Asperger quando aveva solo 4 anni. Questa sindrome deriva da un ramo dello spettro autistico, che lo costringe a molteplici rituali ossessivi-compulsivi ed un basso livello di empatia verso altri individui. Sempre alle prese tra terapie psicologiche individuali e di gruppo, questo giovane teenager altro non vuole che una vita piena come tutti i ragazzi della sua età, ovvero sessualmente attivi ed immischiati in continui festeggiamenti.

Avevamo lasciato la famiglia Gardner sul filo del rasoio, alla fine della prima stagione. Ma è tornato il montento di affrontare ciò che Atypical 2 ci ha riservato in questa seconda stagione. Gli episodi sono usciti su Netflix il 7 Settembre 2018. Questa seconda stagione pullula di novità per Sam Gardner. La fine del liceo è alle porte e presto dovrà fare una decisione che aprirà le porte sul suo futuro: college o non college? Inserire un nuovo ostacolo nella vita di questo intelligentissimo ma problematico personaggio, non è l’unico problema a cui trovare una soluzione. Già alla fine della prima stagione abbiamo assaggiato il punto di svolta nella trama di questa insolita famiglia: il tradimento adultero della madre, personaggio cardine nella vita dei due teenager. Una situazione che scaturisce una serie di eventi molto incisivi nella vita di tutta la famiglia. Troviamo il bisogno di perdono e di redenzione dai propri errori, il rifiuto. Troviamo anche il senso di isolamento ed incomprensione che la sorella Casey sta affrontando nel suo nuovo instituto, esclusivamente privato. Questa seconda stagione si è tramutata in un percorso di riabilitazione e di cambiamento, che stravolgerà i pensieri sia del protagonista che dell’intera famiglia Gardner.

In fondo è proprio questo il senso di questa seconda stagione. A volte bisogna saper accettare i cambiamenti che, nella vita delle persone, possono essere sia positivi che negativi. Per Sam la difficoltà andrà sempre crescendo in quanto lui ancora non conosce il livello di responsabilità che lo attende. Ma già il fatto che questo personaggio si voglia avviare all’indipendenza, ci fa pensare ad un pulcino che lascia il nido verso il mondo crudele. L’università, il futuro, il lavoro, le relazioni interpersonali. Tutti aspetti che nella vita di questo ragazzo sono sempre stati più traguardi irraggiungibili che sogni da realizzare, ma in questa seconda stagione lo vediamo crescere verso la sua libertà, tentando piano piano di cavarsela da solo, anche se con qualche intoppo. Non è solo accettare il cambiamento ciò che Atypical ci ha trasmesso in questa nuova stagione, ma anche farsi aiutare nel momento del bisogno. Accettare di avere bisogno di qualcuno, che è una delle cose più difficili a cui Sam deve tener conto, non solo lui ma anche tutti i personaggi normotipici che lo circondano.

In questi nuovissimi 10 episodi il cambiamento consiste proprio nel lasciare il nido, il percorso inevitabile che il ragazzo dovrà e vorrà affrontare una volta diplomato. Una priorità ben più matura rispetto alla stagione precedente, in cui l’unico vero scopo era quella di avviare una vita sociale e sentimentale “normale” per un teenager. Un punto a favore va sicuramente all’abilità dello sceneggiatore nell’inserire micro momenti di assoluta riflessione e tenerezza che ci proiettano dentro il pensiero di Sam, di cui la maggior parte hanno avuto il potere di inumidirci gli occhi.

Parliamo ora di regia e di trama:
Atypical, a differenza di molte altre serie, non vanta di una tecnica strabiliante di ripresa e montaggio, ma segue un andamento fluido e non impegnativo. Nonostante vengano trattati argomenti così delicati come autismo e problemi comportamentali, ha un bel modo di narrare e far interagire i personaggi in maniera poco impegnativa ma efficace. Aspetto molto positivo che notiamo anche nella breve durata degli episodi (in media di 30 minuti), di cui una stagione intera potrebbe essere vista tranquillamente in una giornata (o anche due). Ciononostante si parla di una serie Netflix il cui unico punto di forza, oltre alla tollerabilità ed alla trama accettabile, è proprio l’essere distribuita da Netflix stesso.
Per quanto riguarda i personaggi, non hanno subito grossi cambiamenti, fatta eccezione per il protagonista (che necessita di una crescita personale più marcata).
C’è ancora molto su cui lavorare, ci sono ancora molte vicende da raccontare sulla famiglia Gardner, ma ancora non sono bastati 18 episodi. Sicuramente scontata una terza stagione, che si supponga sia l’ultima. Vi invitiamo a recuperare questi nuovi episodi per vedere con i vostri occhi e farci sapere cosa ne pensate!

6

Regia

7.0/10

Sceneggiatura

6.5/10

Episodi

5.0/10

Colonna sonora

7.0/10

Finale di stagione

4.5/10

Pros

  • Visione piacevole e poco impegnativa
  • Abbondanza di scene piacevoli e toccanti
  • Buon rapporto tra i personaggi

Cons

  • Pochi punti di svolta nella trama
  • Un finale con poche aspettative

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