[Analisi] Game of Thrones 8×06 – The Iron Throne

Serie TV
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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La parola “fine” è stata posta. Game of Thrones, la serie tratta da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin, si è conclusa, dopo otto stagioni e nove anni. Quale finale avranno trovato gli spettatori? Sarà davvero una conclusione “agrodolce”, come ripetuto spesso dagli addetti ai lavori?

L’episodio si apre là dove si è concluso il precedente. Troviamo Tyrion Lannister e Jon Snow camminare lungo le strade devastate di Approdo del Re, dopo il massacro voluto da Daenerys Targaryen e perpetrato dai suoi uomini. Entrambi i personaggi sono più che sconvolti, mentre la barbarie prosegue, sotto gli ordini della Regina delle Ceneri. La madre dei draghi non è più il personaggio che credevamo, ed è pronta a dimostrarlo, con un discorso alle sue truppe in grado di sfiorare il peggiore dei fanatismi. Si proclama liberatrice di tutti i popoli, e esorta i suoi uomini a seguirla nella sua missione di liberazione, “da Dorne a Grande Inverno, da Lannisport a Qarth”. Arya, Jon e Tyrion assistono impotenti a tale dimostrazione di potere, conclusa da una mossa piuttosto audace del Folletto: rinunciare ad essere Primo Cavaliere di Daenerys. Imprigionato, non può che attendere la morte.

Morte che potrebbe attendere Jon Snow. Il suo essere in realtà Aegon Targaryen lo rende la minaccia più concreta al regno della Madre dei Draghi, e sia Arya che Tyrion saranno protagonisti di una vera e propria esortazione a compiere un tremendo dovere. Di fronte al risorto si prospettano infatti due vie: da un lato rimanere fedele a Daenerys, la sua regina, donna che ama; dall’altro compiere un regicidio, e liberare il mondo dalla follia e dalla tirannia ora incarnate proprio dalla Regina delle Ceneri.

Scosso da entrambe le conversazioni, al Bastardo di Grande Inverno non resta che raggiungere Daenerys, pronta a sedersi sul trono, solitaria, all’interno della Fortezza Rossa. Tocca il trono, lo sfiora con le sue mani, per poi osservare l’arrivo di Jon. I due si confrontano, in un dialogo dove alla pietà e alla compassione del Lupo Bianco viene contrapposta la fiera certezza nel proprio destino della Targaryen. Daenerys è infatti convinta di essere stata scelta per liberare il mondo dai tiranni, senza rendersi conto di esserlo ormai lei stessa. Un caldo bacio si schiude tra i due, mentre lo spettatore più attento sa già cosa sta per accadere: Jon sceglie la via del regicidio, e mette fine al veloce regno della Madre dei Draghi, pugnalandola al petto. Drogon arriverà in volo, cercando di svegliare Dany, in una scena davvero commovente. Una volta rassegnatosi, brucerà il Trono di Spade, simbolo del potere che ha corrotto e consumato Daenerys stessa. Il drago scomparirà, portando tra le zampe il cadavere dell’ormai fu regina.

Un brusco salto temporale ci porta a diverse settimane dopo, con Verme Grigio che conduce Tyrion Lannister di fronte a una riunione dei grandi lord rimanenti. Si dovrà decidere non solo la sorte del leone, ma anche quella di Jon Snow. Eppure il concilio diventa l’occasione per qualcosa di più, la nomina di un nuovo re, stavolta nella persona di Bran Stark. Bran lo Spezzato accetta di diventare il nuovo monarca in virtù delle sue capacità, e sceglie per suo Primo Cavaliere proprio Tyrion, dandogli così modo di correggere i propri errori.

Ma non tutto finisce bene. Verme Grigio vuole che Jon Snow venga comunque punito. Così non resta che raggiungere un doloroso compromesso: all’ultimo Targaryen il futuro riserva nuovamente i Guardiani della Notte.

Gli ultimi minuti della serie vengono così dedicati a mostrarci il mondo che va avanti. Il nuovo Concilio Ristretto di re Bran, con Tyrion affiancato da Bronn, Sam, Davos e Brienne, diventata Lord Comandante della Guardia Reale. Proprio Brienne viene resa protagonista di una scena davvero intensa, attraverso il completamento delle pagine di Jaime Lannister all’interno del libro della Guardia Reale. Le ultime parole saranno “Morto proteggendo la sua Regina”.

Per poi chiudere il tutto con una silenziosa panoramica di Jon, Arya e Sansa, ognuno impegnato nel proprio nuovo futuro. Arya esplorando l’Ovest, Sansa come Regina del Nord, reso regno indipendente, e Jon, oltre la Barriera, con Tormund e il ritrovato Spettro. Proprio l’incontro con il metalupo si rivela davvero emozionante, quasi come se Jon riabbracciasse la sua natura Stark.

Un finale davvero difficile da giudicare, in grado sicuramente di far discutere per anni, ma in fondo il vero finale possibile per la storia che ci ha condotto fin qui. Forse quest’ultima stagione è stata davvero troppo veloce, e avrebbe meritato un maggior approfondimento. Ma nulla potrà toglierci il viaggio che ci ha condotto fin qui, attraverso una serie che, di anno in anno, ha conquistato migliaia di appassionati in tutto il mondo. C’è un prima Game of Thrones e un dopo Game of Thrones, e sarà difficile dimenticarlo.

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