[Analisi] Game of Thrones 8×01 – Winterfell

Serie TV
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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L’agosto del 2017 sembra davvero lontano. In quei giorni è infatti andata in onda la settima stagione di Game of Thrones, lasciando i fan ad una lunga attesa, giunta alla conclusione alle 21:00 del 14 Aprile (in Italia le 3:00 del 15 Aprile). L’ottava e ultima stagione è ormai realtà, e torna in un episodio dal titolo a dir poco iconico: Winterfell, in italiano Grande Inverno, il nome della ancestrale fortezza della famiglia Stark, dove tutto ha avuto inizio.

E effettivamente in questa puntata c’è davvero molto di quell’inizio. Un re, o meglio, una regina arriva al castello, la madre dei draghi Daenerys, così come fece Robert Baratheon, in visita a Ned Stark. Una sequenza accompagnata da un bambino che si intrufola tra la folla, imitando quanto fece Arya Stark, completa la similitudine, in questo inizio che ha il sapore di fine.

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Se c’è una critica che si può porre alla puntata, è il non essere sorprendente. L’episodio porta infatti in scena molti avvenimenti molto attesi, in un prologo che funge da preparazione a ciò che vedremo nei prossimi episodi. Ogni personaggio si ritrova a confrontarsi con nuove e differenti situazioni piuttosto inedite, in un “gioco del trono” piuttosto differente, in cui a regnare è la mancanza di fiducia.

Da un lato assistiamo a graditi incontri, con gran parte dei protagonisti ormai riuniti nella fortezza. Gli Stark sono di nuovo insieme, e Arya, oltre al commovente incontro con il fratello Jon Snow, lontani fin dall’inizio della prima stagione, trova il Mastino e Gendry, entrambi suoi compagni per una parte del lungo viaggio che la ha ricondotta a Grande Inverno. Tra l’altro la giovane guerriera chiede a Gendry di costruirgli una particolare arma…

Ma non tutti gli incontri sono destinati ad essere piacevoli. La politica è sovrana, dopo che Jon ha giurato fedeltà a Daenerys, rinunciando alla propria corona e legando la fedeltà del Nord ad una regina sconosciuta.

Il Nord non dimentica

Sia Sansa Stark che Lyanna Mormont sono tutt’altro che positive verso la scelta del Bastardo di Grande Inverno, dando adito ai dubbi di gran parte della popolazione del Nord. Dalla sua, Daenerys Targaryen non spicca certo per simpatia in questa puntata, preferendo un’aria austera e rigida, non mostrando particolare sensibilità o umanità, se non con Jon, dopo una scena piuttosto ricca di fanservice, in cui l’ormai non più Re del Nord (senza conoscere la propria vera identità) cavalca Rhaegal, per poi lasciarsi andare in un momento di passione con Daenerys.

Se i due sembrano piuttosto limitati nei propri ruoli, è Sansa Stark a mostrare molta più astuzia, riuscendo persino a imporsi su Tyrion Lannister, avvisandolo di come non verrà nessun esercito Lannister al Nord. Tyrion resta piuttosto basito, in una situazione per lui piuttosto strana. Ma davvero Tyrion non conosce i piani della sorella? I sospetti sono legittimi, visto che Cersei ha promesso il suo esercito dopo una conversazione con il Folletto, di cui non conosciamo il contenuto.

Ad osservare il quadro che si sta delineando a Grande Inverno è Bran Stark, presente da esterno in diverse scene, fino al momento più emozionante della puntata, dove Sam viene spronato da Bran a dire a Jon la verità sulle proprie origini. L’aspirante maestro, sconvolto dalla notizia della sorte del padre e del fratello, bruciati da Daenerys, confida ad uno stupito e incredulo Jon la verità: egli è Aegon Targaryen, legittimo erede di casa Targaryen, e deve accettare il proprio ruolo. Lo accetterà? Svelerà la verità a Daenerys? E come reagirà la madre dei draghi?

Certo è che Daenerys non sta raccogliendo simpatie al Nord, e eventi come la morte dei parenti di Sam non giocano a suo favore nel non voler essere associata a suo padre, il Re Folle.

Al Sud

Lontano da Grande Inverno si muove invece Cersei Lannister: la Compagnia Dorata è giunta, pronta a difendere Approdo del Re da chiunque vinca a Nord, vivi o morti che siano. Ma, si sa, la regina ha un pessimo senso dell’umorismo: tramite Qyburn assegna a Bronn una missione decisamente crudele, quella di uccidere, con una balestra, sia Tyrion che Jaime, colpevoli di averla tradita. La balestra è l’arma con cui Tyrion ha ucciso loro padre Tywin Lannister, dopo che Jaime lo aveva liberato, in vista dell’esecuzione della condanna a morte.

Il tutto con un legittimo mistero: Cersei è davvero incinta?

Si conclude invece, o meglio, si avvia alla conclusione, la parabola di Theon Greyjoy, pronto a raggiungere gli Stark a Nord dopo aver liberato sua sorella dalle grinfie di Euron. La fine di Theon è vicina?

Un vecchio amico

Poteva mancare una scena terrificante? Tormund, Beric e altri sopravvissuti hanno incontrato i Guardiani della Notte a Ultimo Focolare, dove trovano il cadavere del piccolo Ned Umber appeso ad un muro, formando una spirale già vista in precedenza. Cosa vuole dire il Re della Notte? La resurrezione del giovane come non-morto non fa che accellerare il corso degli eventi, con il gruppo di vivi pronto a marciare verso Sud per avvisare della grave minaccia.

Così come l’episodio si apre citando la prima puntata, lo fa anche la chiusura, con l’incontro tra Jaime Lannister e Bran Stark. Un semplice scambio di sguardi che chiude la puntata, lasciando col fiato sospeso su cosa avverrà tra pochi giorni.

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